Quei primi 9 mesi

Navigando su facebook oggi ho trovato questo testo, molto bello e profondo: prenditi qualche minuto, fermati e leggilo, sia che tu sia una mamma, un papà, un nonno o una nonna, o nessuno di questi. Anche se sei ‘solo’ figlio, fermati e leggilo.

“Mica posso stare tutto il tempo col seno di fuori!
Si deve proprio attaccare ogni 10 minuti!
E chi si occupa della casa!!! E chi cucina?
E chi accoglie i parenti e gli amici?
Ma io voglio uscire!!! Come faccio se deve mangiare di continuo!
Così non è vita!
Mi sento sciatta e sola.
Si attacca e piange.
Ho il seno morbido e mi sembra di non avere latte!
Perché piange? Cosa avrà? Avrà mica fame?
Eh mi sa che non hai più latte, vedi se provi a dargli l’aggiunta come dorme?
Ecco, perché aveva fame povero.
Secondo me dovresti far passare 3 ore tra una poppata e l’altra, altrimenti non vivi. E se piangere lascialo piangere che gli si aprono i polmoni.
La notte dagli il biberon così dorme di più.
Guardalo come è furbo: così piccolo e già fa i capricci!
Smette appena lo attacchi!
Ah povera te, cosa ti aspetta!

Ciao mamma,
Sono il tuo piccino.
Mi trovavo contenuto al caldo nella tua pancia, non conoscevo la fame, il freddo, la luce e le sensazioni di avere addosso vestiti e pannoloni.
Sentivo la tua voce, il fruscio continuo del tuo sangue e qualche rumore di tutti i giorni.
Ero sempre attacco a te, cullato stretto.
Poi sono stato messo all’improvviso in una condizione nuova: i polmoni si sono riempiti di aria, ho sentito per la prima volta la mia voce.
La luce.
Il freddo.
Il caldo.
La paura.
Poi ho sentito la tua voce.
E la tua pelle e le tue braccia.
Ed il tuo seno.
C’è qualcosa di caldo da mettere nel pancino, ma tu continua ad abbracciarmi e tenermi avvolto, non lasciarmi perché ho paura.
Mi attacco ogni dieci minuti perché ho bisogno di te.
Ogni tanto è fame, ogni tanto è sete ma tante volte è solo il mio modo per sapere che ci sei ancora.
Di a parenti ed amici che sono tanto bello anche in foto perché ora voglio stare solo con te.
Tienimi vicino.
Fa cucinare papà oppure scongela quello che avevi preparato prima del mio arrivo.
Non è ora di fare master chef mamma.
È ora di scoprire insieme come possiamo vivere separati ma pur sempre vicini.
Non ascoltare gli altri.
Non faccio i capricci e non voglio il biberon.
Il tuo latte mi basta, sono piccino e ci metto tanto a nutrirmi, alle volte mi addormento e fai una cosa: quando dormo io, dormi anche tu.
Lo so che ti senti stanca.
Ma non durerà in eterno questa parentesi.
Usciamo mamma.
Tienimi in fascia, attaccato al seno ed andiamo dove vuoi.
Io non ho bisogno di altro, solo di te.
Aiutami a diventare grande, non farmi piangere, il mio pianto è molto più di una capriccio ma è paura di morire.
Posso sopravvivere solo con te.
Tienimi addosso mamma, sono piccino.
Presto scoprirò il mondo intorno ed avrò più fiducia.
Fammi crescere sereno.
Ci vuole un istante a diventare grandi.
Rilassati mammina, spegni la luce.
Stenditi accanto a me.
Infilami nella maglia e tienimi attaccato.
Accarezzami e baciami e ripeti a tutti e due che andrà bene.
Chiudi fuori dalla porta i consigli non richiesti.
Stiamo vicini mamma, vicini come lo siamo stati fino a ieri, quando ero dentro di te.”
Angelica Manzi

Ti ho chiesto di leggere questo testo perche’ tutti, ma proprio tutti, siamo stati neonati: e abbiamo proprio attraversato quella condizione di passaggio da un luogo completamente rispettato, caldo e chiuso, a un altro, pieno di luce, magari freddo, un luogo dove ci siamo sentiti persi e non più contenuti come invece eravamo nel grembo di nostra madre, abbiamo respirato per la prima volta.

Quel luogo, quel momento e’ stato la tua nascita: e alla tua nascita sono seguiti mesi  così importanti per il tuo sviluppo psicoemozionale e fisico.
Spesso non sappiamo come siamo stati accuditi in quel primo momento, quando siamo venuti alla luce, non sappiamo affatto come sono stati i mesi successivi; possiamo chiedere, ma non e’ questo che mi importa.

Quello che mi importa e’ dirti che quei primi momenti hanno certamente segnato la tua vita, nel bene e nel male. Ciò che e’ avvenuto dopo e’ anche frutto di quello che hai sperimentato in quei primi momenti, e anche nei momenti in cui eri un tutt’uno con la mamma.
Ci sono zone d’ombra dentro di noi che non vediamo, che non sono consapevoli ma che influiscono moltissimo sul nostro stare nella vita.
E c’è una cosa che e’ estremamente importante da fare, importante che tu la faccia: cioè vedere quelle zone d’ombra, renderle consapevoli, attraversarle finalmente, accoglierle e lasciarle andare. Allora sarai davvero libero di andare nella vita e di fiorire con essa.

Il respiro circolare e’ un mezzo molto potente che ti aiuta a fare questo: guardare in faccia le tue zone d’ombra, accoglierle, accettarle e dir loro addio.

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