Osservo un bambino

Osservare un bambino appena nato ci insegna moltissimo: se tentiamo di comprendere la sua essenza aldilà dei filtri mentali che mettiamo nell’esperienza, in modo particolare se il figlio e’ nostro, ci accorgiamo di che miracolo sia la vita.
Il bambino appena nato ha una respirazione molto particolare: ascoltatene il suono, e’ una respirazione profonda e senza pausa tra l’inspiro e l’espiro. E’ come un suono unico che non finisce mai.
Questo ritmo perfetto dura solitamente qualche mese, più dura più il bambino resta connesso con il tutto dal quale proviene. Via via che arriva la separazione, o detta in maniera diversa, via via che si incarna nel corpo e inizia a comprendere i meccanismi del mondo in cui e’ giunto, la respirazione si frammenta, si fa meno fluida e sicuramente perde la sua circolarità.
E’ un processo del tutto naturale e giusto: siamo nel mondo per incarnarci e vivere la nostra Vita.

Il respiro e’ ciò che collega l’Essere con il Non Essere: in pancia il bambino non ha bisogno di respirare, vive in un ambiente protetto e lui sente che tutto e’ Uno.
Quando esce dalla madre, e’ proprio il respiro che segna il traguardo dell’arrivo: eccomi! Respiro Dunque Sono!

placenta-2
Un’immagine che raffigura il collegamento tra la madre, il figlio e la placenta, organo di nutrimento perfetto del bambino.

Il respiro collega la nostra presenza nel mondo fisico.
Sappiamo molto bene che una persona ansiosa tende ad avere un respiro alto e veloce, mentre quando viviamo una situazione di paura o tensione ciò che ci succede e’ frammentare il respiro, rimanere col fiato sospeso, interrompendolo nella sua fluidità.
Quando la nostra mente e’ tranquilla, ecco che la pancia si riempie e il respiro sale fino all’apice dei polmoni per poi tornare armoniosamente nella pancia.

Ma che cosa causa questa frammentazione del respiro?
Torniamo a osservare il nostro bambino: hai presente quando un bambino si fa male – porta l’attenzione a te, quando eri piccolo, ti e’ forse successo? – e inizia a piangere bloccando il respiro? Il bambino diventa blu in faccia e smette di respirare.
In quel momento si crea una frammentazione nel respiro: l’esperienza vissuta dal bambino e’ troppo grande per lui e smette di respirare. Questa esperienza non viene respirata, ma trattenuta nel corpo che a sua volta non la dimentica, ma la registra a livello cellulare.
Sono moltissime le esperienze che, anche inconsciamente, registriamo nelle cellule del corpo, e queste registrazioni generano poca fluidità sia nel respiro, ma anche nella vita.
Respiro e’ sinonimo di vita.
Meno il mio respiro fluisce, meno sono nella vita.
Più il mio respiro e’ in armonia, più la mia vita rispecchia chi sono.

Il respiro circolare e’ una tecnica antichissima che mira a riportare equilibrio nella tua vita, sradicando quelle emozioni che si sono impresse in te e che condizionano la tua esistenza.
A questa pagina puoi vedere i corsi e le conferenze che sono in partenza.

Ti auguro di fluire.
Col respiro e con la Vita.
A te che sei.

Giulia,
Respiro Dunque Sono

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